Nel breve tempo sarà possibile rigenerare gli arti umani? La svolta della scienza

Ci sono importanti novità dal mondo della scienza che guarda al futuro con la possibilità di arrivare addirittura a rigenerare gli arti umani. Potrebbe essere questa la svolta per un’alternativa al trapianto? Ecco a che punto siamo

Potremmo essere ormai prossimi ad un passo decisivo per la scienza nel migliorare la qualità di vita di molte persone e tutto grazie allo studio delle corna dei cervi. Ebbene sì, stando ai risultati di un recente studio realizzato dall’Università Politecnica del Nordovest a Xi’an, in Cina, rigenerare ossa umane potrebbe essere il futuro, e nemmeno troppo lontano.

Sarà possibile rigenerare arti umani? Lo studio
Lo studio sui cervi per la rigenerazione degli arti umani (newsabruzzo.it)

A questo progetto sta lavorando un team di scienziati che ha fornito i primi esiti del proprio lavoro su Science, spiegando di aver avuto ottimi risultati nel trapianto di cellule progenitrici del blastema delle corna di cervi sulla fronte di topi. Nell’arco di 45 giorni infatti dalle cellule si sono sviluppati piccoli monconi, un risultato questo che apre moltissime porte sulla possibilità che si possa fare la stessa cosa sull’uomo, dando la medesima capacità di rigenerazione degli arti anche agli esseri umani, offrendo in tal modo un’alternativa al trapianto e ai rischi di rigetto che porta con sé.

Sarà possibile rigenerare arti umani? L’incredibile scoperta che apre le porte al futuro

Ma perché proprio le corna dei cervi? Semplice, ogni primavera essere ricrescono ad un ritmo visibile quasi ad occhio nudo ovvero 2,5 centimetri al giorno. Proprio le cellule che vanno ad alimentare questa crescita potrebbero essere sfruttate anche sull’uomo ed è il processo al quale il team sta lavorando. Oltretutto si tratta dell’unico organo mammifero conosciuto che annualmente si rigenera e lo fa con grande rapidità. Per tale motivo gli esperti hanno deciso di esaminare con attenzione il blastema nei cervi, al fine di individuare le cellule che, ogni anno a primavere, sono direttamente responsabili della rigenerazione delle corna.

È stata così fatta una scoperta interessante: poche settimane prima della caduta delle corna è stata rilevata nei monconi, ovvero la parte delle corna che rimane fissa, una grande abbondanza di cellule staminali; le quali si sono poi trasformate, dopo la caduta, in cellule progenitrici del blastema delle corna, fino ad indurire in cartilagine ed osso. Anche altri mammiferi sono dotati del medesimo tipo di cellule ma solamente i cervi le impiegano allo scopo di rigenerare le corna, da qui l’idea che questi mammiferi possano avere un meccanismo di rigenerazione unico nel suo genere.

Rigenerazione arti umani: i risultati dello studio

Quanto ottenuto con i topolini glabri da laboratorio, sulla cui fronte hanno iniziato a crescere dei piccoli “ceppi” nell’arco di soli 45 giorni, potrebbe dunque rappresentare il passo decisivo. E questo tipo di ricerca, concentrandosi sul blastema dei cervi, è considerato una vera e propria rivoluzione in ambito scientifico, che potrebbe concretizzare in futuro la possibilità di vedere ricrescere, giorno dopo giorno, un braccio o una gamba andati perduti.

Rigenerazione corna, l'esperimento sui topi glabri
Cervo, studiato il processo di rigenerazione delle sue corna (newsabruzzo.it)

Del resto lo studio parla chiaro: il successo ottenuto sui topi permette di sperare nella possibilità che un giorno vi possa essere “un’applicazione clinica nella rigenerazione degli arti umani. L’induzione delle cellule umane in cellule simili a quelle del blastema delle corna potrebbe essere utilizzata nella medicina rigenerativa anche per curare infortuni scheletrici”.

 

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