Pensioni 2023 previsti fortissimi tagli per tutti | Arrivano per alcuni fino a 400€

Pensioni 2023 previsti fortissimi tagli per tutti dalle ultime notizie: la situazione sembra non promettere bene per i pensionati.

Sono milioni i pensionati che attendono con ansia di capire quale sarà il destino delle loro pensioni a partire dal prossimo anno, con le manovre economiche attualmente al centro dei dibattiti e delle votazioni parlamentari; alcuni dettagli, come diversi aiuti alle famiglie e modifiche al Reddito di Cittadinanza, sembrano essere già trapelate, ma quello delle pensioni è un noto parecchio delicato che si prende gran parte delle attenzioni.

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I possibili tagli previsti per il prossimo anno (foto: Pixabay) – Newsabruzzo.it

Come già trapelato in precedenza, col nuovo tasso d’inflazione a partire dal 2023 ci sarà un ricalcolo degli assegni pensionistici, con aumenti previsti specialmente per le pensioni più basse; in concomitanza però, stando alle ulteriori notizie trapelate in merito, potrebbero arrivare altri tagli  pronti a colpire gli assegni di tantissimi pensionati.

Il ricalcolo delle pensioni

Non è la prima volta che una manovra economica interviene con tagli su pensioni, ma per questa volta entrano in gioco fattori più che determinati, capaci di rendere i tagli ancora più incisivi rispetto al passato; come sottolinea Il Sole 24 Ore infatti, il prossimo tasso di inflazione sarà tra i più preoccupanti degli ultimi quarant’anni, così come importante è l’entità della stretta progressiva. Saranno diversi i pensionati che verranno colpiti, in particolar modo tutti quelli che ricevono una cifra  superiore a quattro volte il minimo, vale a dire almeno 2.101,52 euro lordi al mese; il calcolo dei tributi da pagare, da questa cifra, cresce con l’importo della pensione.

Le fasce e i tagli per il prossimo 2023

Stando agli ultimi dati riportati dai censimenti dell’Inps (sempre come sottolinea Il Sole 24 Ore) a subire tagli importanti saranno circa  tre milioni di pensionati, ovvero quindi praticamente un pensionato su cinque, un numero più corposo rispetto ai beneficiati dalle nuove norme. La rinuncia a parte dell’aumento previsto dal ricalcolo avverrà sulla base di sei nuove fasce istituite; fino al momento le fasce sono state tre, dunque per le fasce di assegni pi+ bassi il “sacrificio” appare piuttosto limitato. Ad esempio, con 2.500 euro lordi si deve rinunciare a circa 18 euro di aumento, una cifra non troppo rilevante; il distacco con l’attuale sistema si nota invece via via salendo di fascia in fascia, diventando per gli assegni più alti piuttosto rilevante.

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La situazione economica potrebbe non essere rosea per i pensionati (foto: Pixabay) – Newsabruzzo.it

Il nuovo sistema pare preveda un bonus per le pensioni minime che diminuirà però, come detto, salendo di fascia; fino a 2.100 euro ci sarà una rivalutazione del 100%, mentre fino a 2.625 la quota scenderà all’80% e poi ancora al 55% tra i trattamenti tra i 2.626 e  i 3.150 euro. Fino a 4.200 troviamo una percentuale del 50%, del 40% fino a 5.250 e poi 35% per l’ultima fascia, oltre 5.250 euro (come già riportato in precedenza da diverse fonti). L’effetto di questi tagli agirà nel 2023 e nel 2024, anche se l’effetto, secondo gli esperti, potrebbe cumularsi nel tempo considerando come  anche le indicizzazioni del futuro saranno applicate a importi ridotti da quelli previsti nei prossimi due anni.