In pensione con 5 anni di anticipo grazie a questo sistema conosciuto da pochissimi

Diversi cittadini attendono con ansia la possibilità di accesso alla pensione, in modo da potersi godere quanto guadagnato nel corso dei vari anni di contributi versati allo Stato Italiano. A questo proposito, esiste la possibilità di andare in pensione 5 anni in anticipo.

In Italia è possibile accedere alla pensione piena all’età di 67 anni, valore anagrafico particolarmente elevato che spinge moltissimi cittadini a ricorrere a vie alternative. E’ possibile andare in pensione cinque anni prima rispetto ai tempi prestabiliti?

Pensione 5 anni in anticipo, è possibile?
Pensione 5 anni in anticipo, è possibile? (Newsabruzzo.it)

Il disagio relativo alle pensioni rappresenta un argomento alquanto dibattuto, dallo Stato così come dai cittadini italiani stessi. I lavoratori pagano i contributi allo Stato, denaro che viene poi distribuito ai pensionati in forma di assegno mensile. Di fronte ad un aumento dell’età minima pensionabile, ci troviamo fondamentalmente in una condizione di grave disagio economico: i posti di lavoro sono occupati da personale over 60, dettaglio che impedisce ai giovani di sostituire i colleghi più anziani. Per questo motivo, il Governo prevede delle agevolazioni sulla base delle condizioni economiche e lavorative del cittadino, considerando gli anni di contributi versati allo Stato. Da qui, nascono le famose pensioni anticipate quali Quota 103 oppure Opzione donna. Eppure, in realtà esiste un ulteriore percorso da seguire, il quale consente di andare in pensione con ben 5 anni di anticipo. Vediamo insieme tutti i dettagli.

Pensione anticipata di 5 anni, come è possibile?

Nel momento in cui un cittadino ottiene un lavoro stabile, che sia a tempo indeterminato oppure determinato, dovrebbe prendere in considerazione la possibilità di rivolgersi alla propria banca affiliata, in modo da aprire un fondo pensione. Trovandoci ad affrontare un tema così instabile e delicato, è sempre meglio agire preventivamente, accumulando la cosiddetta RITA (Rendita Integrativa Anticipata). Si tratta di un’agevolazione accessibile sia per i dipendenti pubblici che privati, la quale prevede l’adesione ad una forma contributiva complementare. Esistono infatti due forme contributive: generale e complementare.

La forma contributiva generale rappresenta fondamentalmente la tassazione obbligatoria prevista dallo Stato Italiano, per cui ogni cittadino deve detrarre dalla propria busta paga la cifra destinata in questo caso ad esempio all’INPS; la forma contributiva complementare può essere associata alla prima e corrisponde fondamentalmente alla cifra che il cittadino risparmia ogni mese, conservandola in un fondo pensione. Grazie a questo metodo, è possibile accedere alla pensione anticipata (62 anni, 5 anni prima), ad eccezione che il lavoratore abbia versato almeno 20 anni di contributi in forma generale. Insomma, un affare considerando che la Quota 103 prevede almeno 41 di contributi!

Come accedere alla Rendita Integrativa Anticipata (RITA)

Una volta raggiunti i venti anni di contributi, aderendo alla forma contributiva complementare per almeno 5 anni, è possibile accedere alla Rendita Integrativa Anticipata. In questo caso, esistono due metodi di erogazione: si può ritirare l’intero importo – oppure richiedere che venga consegnato mensilmente in forma di assegno pensionistico.

RITA Rendita Integrativa Anticipata
RITA Rendita Integrativa Anticipata (Newsabruzzo.it)

Ricordatevi tuttavia che non è possibile accumulare in casa un cifra eccessiva di denaro, di conseguenza è consigliato procedere con il secondo metodo citato, in modo da poter godere mensilmente di una sorta di assegno di mantenimento.

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