Gianni Bugno, un altro incidente ci ha spezzato il cuore: “Era una persona a modo…” | Il toccante ricordo del campione

Gianni Bugno sta vivendo un periodo alquanto difficile a causa dell’ennesimo incidente che ha spezzato la vita di un altro sportivo. Per lui e questo è un dolore difficile da superare.

È questo è un periodo di lutto per il mondo dello sport e del ciclismo il quale è costretto a dire per sempre addio ad un altro grande volto delle due ruote, un ciclista molto a soli 51 anni.

Gianni Bugno foto rete newsabruzzo.it 20221211
Gianni Bugno foto rete newsabruzzo.it

Ma di chi si tratta? Che cosa è successo?

Il dolore vissuto da Gianni Bugno

Non riesce a non trattenere le lacrime Gianni Bugno nel momento in cui ricorda della morte di Davide Rebellin, un ciclista 51enne morto dopo essere stato investito da un camion. E questo ciò che è accaduto durante la mattina del 30 novembre presso la SR 11 a Montebello Vicentino. In base alle prime ricostruzioni, il camion, proprio a poco prima di girare ad uno svincolo, ha travolto l’ex ciclista senza nemmeno essersi accorto di quando stavo accadendo.

E così il mondo si trova a dire per sempre addio ad un ciclista che ha avuto una lunghissima carriera e che ha portato a casa la vittoria in un’edizione dell’Amstel Gold Race. Tre sono stati i premi portati a casa in occasione della Freccia Vallone, uno alla Liegi-Bastogne-Liegi e una tappa al Giro d’Italia del 1996.
Ed è proprio in quest’ultima edizione che ha partecipato anche Gianni Bugno alla corsa rosa, fune ciclista che ai microfoni di Fanpage, ho voluto ricordare un’ultima volta il suo collega Rebellin: “È un momento abbastanza complicato. C’è davvero poco da dire. Lo conoscevo da quando è diventato professionista e l’ho visto domenica l’ultima volta. È stato il più longevo del panorama internazionale come corridore e ha dedicato la sua vita al ciclismo”.

Davide Rebellin foto rete newsabruzzo.it 20221211
Davide Rebellin foto rete newsabruzzo.it

Bugno ha definito Rebellin con pochissime parole anche se questa la dicono lunga sulla persona che il ciclista era: “Una persona a modo, misurata e senza nessuna forma di arroganza“.
Rebellin, il quale aveva terminato la sua carriera poche settimane fa con più di 30 anni di professionismo, è soltanto l’ultimo di una lista molto lunga di persone che perdono la vita a bordo della propria bicicletta. Basti pensare a Luca Marengoni, a Sofian Bahri, a Rosario Costa oppure a Michele Scarponi.

Primo elenco molto lungo che purtroppo sembra non essere destinato a terminare. Infatti, soltanto nel 2021, 180 sono stati i ciclisti che hanno perso la vita lungo le strade italiane. Altri 989 invece sono stati portati in ospedale in codice rosso in prognosi riservata.
Ed è proprio su questo argomento che Gianni Bugno ci tiene a dire la sua affermando: “I ciclisti sono la parte debole del panorama stradale, sotto di noi ci sono solo i pedoni. La dinamica non la conosco ma, purtroppo, dobbiamo convivere con le strade che abbiamo e con tutto ciò che comporta la vita di oggi tra traffico e tutto il resto. C’è una mal sopportazione su strade che non sono consone alle esigenze e gli incidenti ci sono stati e continuano ad esserci. Conviviamo ma senza un vero rispetto per l’altro”.

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