Stai sprecando la tua vita? Il racconto buddista della zattera ti aprirà gli occhi

Senti di star sprecando la tua vita? Il racconto buddista ti permetterà di ampliare la tua mente e la tua ‘visione’ : cosa devi sapere!

La vita è legata al tempo. Ogni cosa che facciamo, è scandita dalle lancette dell’orologio, dalla sabbia nella clessidra che scorre lenta e che determina il tempo che trascorre. Il nostro compito in questo mondo è indubbiamente quello di cercare di dare un vero e proprio senso alla nostra vita. Ognuno lo fa in un determinato modo, scegliendo chi essere, cosa fare e cosa diventare.

racconto buddista sulla vita
Stai sprecando la tua vita? (newsabruzzo.it)

Le nostre azioni sono quelle che determinano il fluire del tempo. Come diceva il buon vecchio Seneca, il tempo è qualcosa di estremamente relativo e al quale si da importanza nel modo sbagliato perché non pensiamo al modo in cui viviamo realmente la vita ma alla quantità del tempo che abbiamo per viverla. E già così, ne stiamo sprecando parecchia. Come dire, è la qualità che rende le cose, ed in questo caso la vita importante, non la quantità. Potremmo compiere azioni futili e comprendere che non abbiano dato alcun senso alla nostra vita ed azioni ‘poche ma buone’ che ci hanno lasciato un insegnamento grande ed importante. Alla filosofia dello scorrere del tempo, si affianca il fatidico racconto buddista della zattera. Sapete cosa dice sulla vita? Scopriamolo insieme.

Il racconto buddista della zattera ti aprirà gli occhi

In che modo sprechiamo la nostra vita? Beh, potremmo dire in innumerevoli modi. Quando restiamo intrappolati nel passato, quando viviamo in un contesto che non ci fa sentire più pienamente noi stessi, quando sentiamo che qualcosa è cambiato ma siamo noi a non avere il coraggio di cambiare. O ancora, quando pensiamo continuamente a quegli errori del passato che in qualche modo come demoni interiori non ci lasciano andare. Beh chi non riesce a lasciarsi alle spalle tutto ciò che è stato, perde di vista una cosa importantissima: il presente.

Il presente è composto da tanti piccoli ‘ora’. Tutti momenti che si concretizzano nel fatidico ‘qui ed ora’. Quel momento in cui siamo consapevoli e ben consci della situazione nella quale ci troviamo ed agiamo con la nostra razionalità. Quando i pensieri negativi ed invasivi ci tormentano, quando non riusciamo a svincolarci da quel rapporto tossico (che sia un amore o un’amicizia), o semplicemente non abbiamo il coraggio di cambiare qualcosa che ci porta ad essere insofferenti (e finiamo solo per sopportare) finiamo per perdere noi stessi. Sapete cosa dice il racconto buddista di Gautama Buddha?

racconto buddista della zattera
Il racconto del saggio buddista: la riflessione sullo scorrere del tempo (newsabruzzo.it)

Un uomo che di fronte alla vastità del fiume cerca un modo per attraversare la riva e raggiungere l’altra sponda si adopererà al fine di riuscire a giungervi sano e salvo. Si guarderà intorno e costruirà una zattera con degli alberi che avrà tagliato li intorno. Sfrutterà quindi la zattera per raggiungere l’altra riva, certo. Ma cosa farà dopo? “Abbandona la zattera perché non ne ha più bisogno“: dice il maestro ai suoi seguaci spiegando che l’uomo si sarà servito fino all’ultimo dell’unico mezzo che poteva consentirgli di raggiungere l’altra sponda ma quando questo poi non gli è più necessario, beh lo lascerà andare. “Allo stesso modo i miei insegnamenti sono solo un mezzo per raggiungere un fine, sono una zattera che vi trasporterà sull’altra riva. Non sono un obiettivo in sé ma un mezzo per ottenere l’illuminazione“.

Questo, per dire che è il modo in cui sprechiamo il nostro tempo dietro a tutto ciò che ci fa male ma da cui non abbiamo il coraggio di allontanarci che farà sembrare la nostra vita piatta e vuota. Piuttosto che aggrapparsi a ciò che fa male, sarebbe bene lasciar andare (proprio come quella zattera) ciò che ci crea insofferenza, per rinascere e vivere, davvero.

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