Arretrati e forti aumenti di stipendi | C’è la firma definitiva sull’accordo

La Corte dei Conti approva l’accordo tra Governo e Sindacati in relazione al pagamento degli arretrati per il triennio 2019/2021. Inoltre, tutti i docenti, impiegati ATA e pensionati riceveranno presto un aumento del valore del proprio assegno mensile.

Tutti i dipendenti scolastici, con contratto a tempo indeterminato o determinato, inclusi gli impiegati ATA – riceveranno presto un aumento di stipendio, associato al pagamento degli arretrati per l’anno 2022.

Aumento di stipendio per impiegati ATA, docenti e pensionati
Aumento di stipendio per impiegati ATA, docenti e pensionati, tutti i dettagli (Newsabruzzo.it)

La Corte dei Conti ha approvato il rinnovo del contratto scolastico relativo al triennio 2019/2021, al contempo garantisce un aggiornamento di quest’ultimo per il triennio relativo ai prossimi anni 2022/2024. Il prossimo rinnovo infatti dovrà adeguarsi all’aumento del costo della vita, corrispondente ad un’inflazione superiore al 10%, in modo da consentire un potenziale adeguato di acquisto e consumo. Nel frattempo, nel mese di dicembre i docenti, impiegati ATA (personale amministrativo, tecnico e ausiliario degli istituti scolastici) e pensionati riceveranno gli arretrati derivati dalla perequazione relativa all’anno 2022. In particolare, facciamo riferimento ad un milione e 200 mila dipendenti pubblici, di cui oltre 850 mila insegnanti. Si tratta di una manovra necessaria, soprattutto in riferimento alla crisi economica derivata dalla crisi energetica, primo fattore dell’aumento dei costi di tutti i servizi nazionali. A questo proposito, vediamo insieme quando verranno emessi gli arretrati.

Docenti e dipendenti ATA: Quando riceveranno gli arretrati?

Gli arretrati in questione riguardano appunto il triennio 2019/2021 e verranno erogati entro la fine del mese di dicembre. In particolare, non verranno liquidati sul cedolino del mese corrente, ma verranno emessi con valuta prima della Vigilia di Natale. Fondamentalmente, i dipendenti scolastici e i docenti dovrebbero ricevere la cifra entro il 15 dicembre 2022, mentre i pensionati saranno i primi a godere dell’assegno – rilasciato il primo del mese corrente. Inoltre, tramite perequazione e analisi dell’attuale costo della vita, i dipendenti pubblici e i pensionati riceveranno un aumento dello stipendio, in modo da adeguarsi all’attuale condizione economica nazionale.

Arretrati ed aumento dello stipendio: tutti i dettagli

Vediamo insieme il valore degli arretrati, in base all’impiego scolastico del lavoratore dipendente:

  • Collaboratori scolastici: oscilla tra 1.210,99 euro e 1.560,94 euro.
  • Assistenti tecnici amministrativi: tra 1.347,81 e 1.796,82 euro.
  • Coordinatori tecnici amministrativi: tra 1.535,62 e 2.217,86 euro.
  • DGSA (Direttore dei servizi generali e amministrativi): tra 2.130,46 e 2.960,86 euro.
  • Insegnanti scuola d’infanzia e primaria: tra 1.559,45 e 2.167,38 euro.
  • Insegnanti diplomati scuole secondarie: tra 1.560,45 e 2,233,98 euro.
  • Docenti scuola media I grado: tra 1.706,57 e 2.389,37 euro.
  • Docenti scuola media II grado: tra 1,780,37 e 2.447,49 euro.
Arretrati e aumento degli stipendi per il personale scolastico - a quanto ammontano?
Arretrati e aumento degli stipendi per il personale scolastico – a quanto ammontano? (Newsabruzzo.it)

L’aumento dello stipendio mensile invece corrisponderà alle seguenti cifre:

  • Collaboratori scolastici: oscilla tra 36,00 e 46,60 euro.
  • Assistenti tecnici amministrativi: tra 41,01 e 53,67 euro.
  • Coordinatori tecnici amministrativi: tra 46,34 e 65,67 euro.
  • DGSA (Direttore dei servizi generali e amministrativi): tra 56,85 e 72,95 euro.
  • Insegnanti scuola d’infanzia e primaria: tra 48,46 e 64,14 euro.
  • Insegnanti diplomati scuole secondarie: tra 48,60 e 64,30 euro.
  • Docenti scuola media I grado: tra 52,79 e 68,34 euro.
  • Docenti scuola media II grado: tra 52,79 e 68,34 euro.

Le cifre esposte corrispondo al totale netto del valore diviso per il triennio 2019/2021 – assegno che raggiungerà le tasche dei cittadini italiani entro il 15 dicembre, poco prima dell’inizio effettivo delle festività natalizie.

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