Padova-Pescara: non è Fantacalcio..è Zemanlandia
L’anticipo del campionato di serie Bwin, giocato ieri sera, Padova-Pescara, si è concluso con uno spettacolare 6-0 per gli ospiti: doppiette di Insigne ed Immobile, primo goal italiano per Nielsen, perla finale di Cascione.
Ciò che si sarebbe dovuto davvero fare al triplice fischio finale era registrare tutto e inviare istantaneamente alla cortese attenzione di tutte le scuole calcio del mondo…e soprattutto alla cortese attenzione di coloro che parlano troppo e in fretta…
Credo senza ombra di nessun dubbio che questa sia una delle più clamorose rivalse sportive nella storia calcistica del nostro tempo.
Si era parlato e scritto di questo incontro come di uno spartiacque, di una prova di maturità fondamentale per entrambe le formazioni impegnate…si era arrivati a descrivere questo match come il possibile baratro per chi ne fosse uscito sconfitto…
Le premesse,soprattutto in casa biancoazzurra, erano nefaste e per nulla incoraggianti, considerate le ultime uscite e gli eventi terribili e sfortunati degli ultimi tempi; addirittura era quasi palpabile un’aria di disfattismo, perfino tra le fila dei più convinti e facinorosi…
Vorrei iniziare, quindi, non dimenticando assolutamente con quale clima ci si è preparati ed avvicinati a questa partita: mai fatta previsione o covata speranza più errate.
Si dica chiaramente: le quotazioni degli Abruzzesi erano sicuramente in ribasso, quindi non c’è da restare sorpresi se più della metà degli sportivi desse il Pescara in fase di crollo.
Zeman, dal canto suo, aveva detto: “Zemanlandia è finita? Beh, mo ve la faccio vedere io…” e, anche se con qualche giorno di ritardo, l’ha fatta vedere, eccome!
Che la squadra abbia sempre e comunque avuto nel suo dna la filosofia del suo coach, questo è stato costantemente dimostrato in tutto il campionato; ma che questi ragazzi avessero la forza, l’orgoglio e la saggezza tattica
per rispondere sul campo al loro periodo più nero, questo era ancora da dimostrare definitivamente.
Le reazioni infatti ci sono state a più riprese in tutti gli incontri di questo ultimo mese, ma in ogni occasione è sembrato mancare, oltre la fortuna, anche quel pizzico di tranquillità e coscienza dei propri mezzi.
Cosa abbia potuto dire Zeman in questi pochi giorni rimarrà un mistero, ma ciò che non si potrà mai più dimenticare sono il risultato e la prestazione regalata agli sportivi, da cineteca del calcio.
Trascorsi 12 secondi dal calcio d’inizio di Padova-Pescara il Delfino ha già tirato in porta. Solo un preludio di speranza e rabbia? I successivi 6 minuti dicono di no: al minuto 5 e 45 il Pescara ha già creato 3 clamorose palle goal. A questo punto l’anima di ogni tifoso è stata preda di un sentimento ambivalente e contrastante: felicità per una ritrovata superiorità e terrore per una beffa che poteva nascondersi dietro ogni minuto in cui la formazione abruzzese sostava prepotentemente ed elegantemente nella metà campo avversaria, divorando una serie infinita di palle goal.
Si è temuta la replica di Chelsea-Barcellona, nella cui gara la bellezza e la grandezza del gioco spagnolo sono stati sconfitti da pragmaticità e fortuna della compagine londinese. Quando però il primo tempo si avviava a conclusione, l’ennesimo perfetto schema in area di rigore patavina ha prodotto un rigore sacrosanto. L’arbitro Giacomelli (ottimo) non ha dubbi. Immobile realizza non senza brividi. Il gol del Pescara e l’occasione fallita poco prima clamorosamente dal Padova aprono nuovi varchi nelle speranze e scaramanzie del caso. Il vento sta forse cambiando?
Solo la seconda frazione potrà svelare l’arcano. Le statistiche raccontano per il momento di un possesso palla intorno al 60% e di almeno 6/7 occasioni nitide per il Delfino, senza contare le innumerevoli scorribande nel cuore dell’area ed i tiri da fuori.
Commenti? Imbarazzante. La superiorità, si intende. Nemmeno i vari commentatori televisivi sanno individuare errori evidenti dei biancorossi per controbilanciare la perfezione dei loro avversari.
Riparte il secondo tempo, sempre con l’angoscia nel cuore di chi sa bene che avrebbe dovuto chiudere la partita. Ma se qualcuno si aspettava paura, ha trovato solo l’ennesima smentita da questi meravigliosi ragazzi.
Non solo il Pescara non concede nulla, ma con una semplicità devastante mette a segno ancora 5 gol in sequenza. Azioni da capogiro, in perfetto stile Zeman. Chissà se il Boemo, per un momento, si sia sentito come Leonardo Da Vinci una volta terminata la Gioconda. Ma le soddisfazioni non finiscono qui. Sostituzione di Insigne, infortunato, ed ecco in scena ciò che non ti aspetti: lo sport vero, tutto il pubblico dello stadio Euganeo applaude. Si potrebbe non credere già ai propri occhi, ma quando sul 5 a 0 il boemo si commuove ed arriva subito dopo il sesto gol, allora, è fantascienza.
Giustizia c’è stata ieri sera. Meritata, cercata, impugnata di prepotenza. Serata dai contenuti altissimi: prima il saluto struggente a “Moro”, poi un risultato roboante, passando per uno Zeman finalmente pubblicamente umano ed una prestazione inarrivabile anche per le big del calcio, giocata con la ritrovata consapevolezza di essere il più forte.
Ed ora sotto a chi tocca…siamo tornati.
Alessandro Occhiocupo




Alessio
PER ALCUNI FORSE UNA NOVITA’ PER ME UNA RITROVATA CERTEZZA, ALESSANDRO OCCHIOCUPO, STILE ED ELEGANZA RENDONO UNA PIACEVOLE LETTURA UN ORGOGLIO PESCARESE …..GRAZIE
aldo
non vi erano dubbi. …..grandissima penna !!! complimentoni per contenuti e passione
Annarita
… è stato come esserci…parola dopo parola…minuto dopo minuto…leggere questo articolo è molto più che l’aggiornamento di una partita…è stato guardare un emozionante film in 3D…