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Cosa insegna la vicenda Ecotec di Ortona?


ecotec rifiuti ortona amici di beppe grillo Cosa insegna la vicenda Ecotec di Ortona?Il 16 marzo 2017 il Comitato di Coordinamento Regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) ha espresso il proprio preavviso di parere negativo circa il progetto dell’azienda Ecotec s.r.l. sita a Ortona in contrada Tamarete.

” Come è andata veramente la vicenda?

Il 24 agosto 2016 Ecotec s.r.l., che si occupa di stoccaggio provvisorio, recupero e trattamento preliminare di alcune tipologie di rifiuti, propone un progetto che apporta modifiche alla propria attività. In particolare, vorrebbe aggiungere il trattamento di ulteriori tipologie di rifiuti  (quasi 70, inclusi rifiuti pericolosi),  raddoppiando i quantitativi autorizzati (da 60.000 tonnellate a ben 112.000).

Il progetto suscita forte preoccupazione nell’opinione pubblica perché lo stabilimento, sito nella zona industriale di Ortona, è troppo vicino ad abitazioni e aree agricole circostanti. Inoltre, la variazione proposta sulla tipologia di rifiuti trattati farebbe sì che dopo l’amianto e il pet-coke, anche altri rifiuti pericolosi arriverebbero a Ortona.

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Privati cittadini e associazioni, tra cui WWF e l’associazione di operatori turistici “Parco Majella Costa dei Trabocchi”, si sono attivati per produrre una serie di osservazioni al progetto da sottoporre al Comitato regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale. Sono state organizzate postazioni di informazione alla cittadinanza non solo per la raccolta firme, ma per allargare la conoscenza e la consapevolezza circa l’ennesimo progetto con ricadute pesantissime sull’ambiente e sul territorio.

La comunità di Ortona, tramite le iniziative messe in campo, ha dimostrato più volte e con grande partecipazione di essere contraria all’utilizzo del proprio territorio per attività fortemente impattanti sulla salute e sull’ambiente per il guadagno di pochi. A seguito della mobilitazione e delle osservazioni prodotte, il 16 marzo scorso il Comitato V.I.A. ha dato ascolto alla comunità, esprimendo il preavviso di rigetto al progetto. All’azienda restano adesso pochi giorni per presentare contro-osservazioni ai motivi espressi per il rigetto. Qualora non vi siano novità, a buon ragione, il caso si potrebbe considerare chiuso.

Conviene però analizzare meglio la vicenda, soprattutto per quanto riguarda i retroscena…

Risalta infatti l’impegno civico di privati cittadini, residenti e non, espressione di grande considerazione del territorio. Cosa, purtroppo, totalmente assente nell’attuale e nelle precedenti amministrazioni. La diretta conseguenza è la scandalosa superficialità nella pianificazione di una urbanistica coerente e lungimirante. Come si può concepire una zona industriale attigua a nuclei abitati e coltivazioni di pregio?

Va notata anche l’importanza della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), senza la quale i cittadini rischierebbero di non venire a conoscenza di tali progetti, che potrebbero avere forti ricadute sulla qualità delle loro vite.

Purtroppo gli scenari futuri non sono rosei. Infatti, è di questi giorni la notizia che il Governo si prepara a modificare la disciplina sulla V.I.A. con una bozza di decreto che già sta suscitando grandi perplessità.

Uno dei punti più controversi riguarda il nuovo potere attribuito al Ministro dell’Ambiente. In casi eccezionali, previo parere del Ministro dei Beni Culturali, quest’ultimo potrà esentare in tutto o in parte un progetto specifico dalla valutazione di impatto ambientale qualora incidesse negativamente sulla finalità dello stesso.

Si verrebbe pertanto a creare un “cortocircuito” che, evitando la regolare procedura di V.I.A., impedirebbe la presentazione di osservazioni dei cittadini, nonché la conoscenza dei progetti di impatto ambientale, in favore delle finalità. Noi temiamo che l’eccezione rischi di diventare una scorciatoia privilegiata per progetti quantomeno dubbi o, peggio, che rischi di creare un’apertura per la corruzione.

Quindi, l’interesse di pochi può prevalere su quello di molti? Una domanda a cui gli ortonesi hanno già risposto in più occasioni NO. Contribuendo con iniziative concrete  come la raccolta di oltre il 30% delle firme per le osservazioni, di cui il secondo firmatario è Tiziano Torzi. Come il recupero e la valorizzazione di manufatti antichi presenti sul territorio, per esempio l’antica fonte a Villa Deo; oppure la mobilitazione contro il deposito GPL; o ancora l’opposizione alle trivellazioni in mare e la grande battaglia contro il centro oli.

Il gruppo Amici di Beppe Grillo Ortona si propone di continuare ad essere sempre al fianco del territorio. Valorizzando, tutelando la città di Ortona ma, soprattutto, supportando i cittadini che lo abitano con sempre maggiore consapevolezza”.

Amici di Beppe Grillo Ortona.

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