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Cinghiali, Lattanzio lancia un Sos e chiede la nomina di un commissario


cinghiali Cinghiali, Lattanzio lancia un Sos e chiede la nomina di un commissarioL’AQUILA – “Considerato che in Abruzzo non siamo mai riusciti a coinvolgere tutti i parchi nelle attività finalizzate a limitare i danni provocati dai cinghiali, è opportuno pensare alla nomina di un commissario. Il Governo centrale dovrebbe nominare cioè un commissario con pieni poteri in grado di attivare politiche adeguate  per gestire una vera e propria emergenza che oramai riguarda vaste zone della regione. Sarebbe un modo, forse l’unico, per superare l’inerzia dei parchi che non si sono mai attivati adeguatamente nonostante le norme glielo consentano”. E’ la proposta lanciata dall’assessore provinciale alla Caccia Mario Lattanzio alla luce dei danni che i cinghiali continuano a provocare su tutto il territorio, distruggendo colture e mettendo a rischio l’incolumità dei cittadini. “Per quanto ci riguarda, ricorda Lattanzio, facciamo ciò che prevede la legge a nostro carico. Ci occupiamo, cioè, del selecontrollo nei periodi non di caccia, servendosi personale specializzato e abilitato. Ma per raggiungere risultati ottimali e prevenire devastazioni da parte dei cinghiali dovrebbero intervenire i parchi, che dispongono esattamente degli stessi strumenti delle Province perché anche questi enti possono promuovere il selecontrollo. Fino ad oggi, inspiegabilmente, non lo hanno fatto, e restano sordi rispetto ad ogni appello che ho lanciato con il passare dei mesi, interessando della problematica anche il prefetto Vincenzo D’Antuono. Va sottolineato infine che per i danni provocati dagli ungulati paga tutta la collettività: ogni anno la Regione si carica di un onore di tre milioni di euro e questo avviene anche perché i Parchi non svolgono adeguatamente le funzioni che competono loro, contrariamente a quanto avviene in altre regioni. La situazione è diventata drammatica per cui ci auguriamo che il ministero dell’Agricoltura e dell’Ambiente si attivino per fronteggiare il problema, ricordando a tutti che il territorio va gestito in maniera corale e non si può praticare lo scaricabarile. L’ultima strada che ci resta e che vorremmo evitare – conclude l’assessore – è quella delle denunce cautelative”.

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